Messico 🇲🇽

Il Messico, ufficialmente Stati Uniti Messicani, è una democrazia rappresentativa composta da trentadue entità federative (31 stati e Città del Messico). Secondo la Costituzione messicana, la sede dei poteri della federazione e capitale dello Stato è Città del Messico. Occupa la parte meridionale dell’America settentrionale, e la parte settentrionale dell’America Latina.

MessicoIl Messico è delimitato a nord dal confine con gli Stati Uniti d’America, a est dal golfo del Messico e dal mare Caraibico, a sud-est dal Belize e dal Guatemala e ad ovest dall’oceano Pacifico. Con una superficie di 1.972.550 km² il Messico è il 14º paese più esteso del mondo mentre, con più di 129.976.000 abitanti, oltre ad essere il 10º paese più popoloso del mondo, è anche lo Stato ispanofono più popoloso e il secondo Stato cattolico dopo il Brasile. Lo spagnolo è parlato in Messico con molte lingue indigene, ufficialmente riconosciute.

L’insediamento umano in questo territorio risale a circa undicimila anni fa, e da allora si succedettero svariati popoli, sia agricoltori della Mesoamerica sia nomadi. Dopo la conquista spagnola, il Messico cominciò la sua lotta per l’indipendenza politica nel 1810.

In seguito, per quasi un secolo il paese è stato coinvolto in una serie di guerre interne e d’invasioni straniere che hanno avuto un impatto forte in tutti gli ambiti della vita messicana. Per la maggior parte del XX secolo (principalmente per la prima metà) si assistette a un periodo di forte crescita economica nel contesto di una politica dominata da un unico partito politico.

Per volume di prodotto interno lordo (PIL) nominale, il Messico è considerata la quattordicesima economia mondiale. Tuttavia la distribuzione della ricchezza è estremamente diseguale, tanto che gli indici di sviluppo umano possono variare enormemente fra zona e zona del paese.

Per una buona parte del XX secolo la principale fonte di ricchezza del paese è stato il petrolio, anche se il processo di industrializzazione del paese ha permesso la diversificazione dell’economia. Le rimesse dei lavoratori all’estero sono aumentate di anno in anno e rappresentano il 3% del PIL, costituendo un’importante fonte di valuta estera per il paese accanto ai proventi delle esportazioni di petrolio e del turismo.

Dopo la cattura di Pablo Escobar, la lotta per il controllo delle rotte della droga per gli Stati Uniti d’America attraverso il Messico ha prodotto una vera e propria guerra civile tra i vari cartelli della droga, che ha portato a oltre 100.000 morti.

Il Messico è una potenza regionale e uno dei quattro paesi dell’America Latina insieme al Cile, la Colombia e la Costa Rica a essere membro dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).

Etimologia

Dalla sua creazione come Stato federale il nome ufficiale del Paese è Stati Uniti Messicani, anche se nella Costituzione del 1824 venivano utilizzate indiscriminatamente le espressioni di Nazione Messicana e Stati Uniti Messicani (Nación Mexicana e Estados Unidos Mexicanos).

La Costituzione del 1857 ufficializzò l’uso del nome Repubblica Messicana, sebbene nel testo si usasse anche l’espressione Stati Uniti Messicani. La Costituzione vigente, promulgata nel 1917, stabilì che il nome ufficiale del Paese fosse Stati Uniti Messicani.

La parola Messico deriva da Mēxihco, nome con il quale gli Aztechi designavano la loro capitale. Ci sono diverse ipotesi circa il significato della parola Mēxihco e un’etimologia proposta suggerisce che potrebbe essere interpretato come “luogo dove vive Mēxitli (o Mēxtli, o Metztli)”, un nome della divinità della guerra degli Aztechi.

Un’altra corrente individua le parole metztli (luna), xictli (centro) e -co (in, il posto): in questo modo il nome Messico significherebbe “Nel centro della Luna” o “Nel centro del lago della luna”, tuttavia quest’ultima interpretazione è scarsamente riconosciuta.

Alcuni autori (soprattutto in Spagna) preferiscono la variante Méjico al vero e corretto termine México. Entrambe le forme sono ritenute corrette dalla lingua spagnola, che comunque suggerisce la forma México e l’uso della “x” in tutte le parole da essa derivate. Storicamente la maggior parte dei Paesi di lingua spagnola usa la “x”.

Mappa del Messico

Consulta la mappa del Messico interattiva qui sotto:


Storia del Messico

Epoca preispanica e civiltà pre-colombiane

Il passato del Messico mostra una grande diversità di civiltà. Come il resto d’America, i primi abitanti del paese furono probabilmente dei cacciatori asiatici che attraversarono lo Stretto di Bering al momento delle grandi glaciazioni. Il territorio messicano fu abitato da cacciatori e raccoglitori a partire da circa 11.000 anni fa.

L’agricoltura cominciò a svilupparsi nel IX millennio a.C., anche se la coltivazione del mais, la più importante della regione, non si iniziò fino al V millennio a.C. Il vasellame, importante segno della nascita di una società sedentaria, fu introdotto attorno al 2500 a.C., che viene accettata come data di inizio della civiltà mesoamericana.

Mentre le popolazioni del deserto del nord continuarono a sopravvivere grazie a caccia e raccolta, nella parte meridionale del Messico l’agricoltura permise la transizione dalle società egalitarie del periodo preclassico antico (tra il XXV e il XVI secolo a.C.) – basate sulle differenze di genere, età e parentela – alle società più complesse del periodo preclassico mediano.

Dal XII secolo a.C. fino alla conquista spagnola nel 1492 il Messico fu la patria di civiltà avanzate, come:

Gli Olmechi (apogeo dal 1200 a.C. al 500 a.C.)

La cultura e l’arte olmeca sono ancora poco conosciuti. Sebbene i loro resti siano pochi (testa olmeca di La Venta, si veda in particolare il Museo di Antropologia di Xalapa), si stima che la loro influenza sulla civiltà degli altri paesi sia stata decisiva (l’invenzione della scrittura e del calendario, il culto del giaguaro e il dio della pioggia). Tutte le civiltà della Mesoamerica pertanto fanno riferimento a quella olmeca.

La civiltà di Teotihuacán (100 a.C. al 650 d.C.)

Teotihuacan fu la più grande città-stato pre-colombiana e dominò la civiltà che porta lo stesso nome. Costituisce uno dei siti archeologici più visitati del Messico. Fece sentire la propria influenza dal Nuovo Messico alla Costa Rica.

Nell’VIII secolo Teotihuacan cominciò a decadere e nella regione sorsero diversi Stati ostili fra loro. Nel X secolo questi Stati avevano esaurito le proprie forze, proprio mentre dal deserto del nord giungevano le prime tribù chichimeche.

Nel frattempo, nel nord-est i popoli Oasisamericani crearono una civiltà propria, le cui vestigia più importanti in territorio messicano sono localizzate a Paquimé.

Zapotechi (apogeo dal 200 al 700)

Stanziatisi prevalentemente nell’odierno Stato di Oaxaca, si costituirono in città-stato teocratiche. Oggi 400.000 persone parlano ancora lo zapoteco. Uno dei principali siti archeologici è quello di Monte Albán.

I Maya (apogeo dal 200 al 900)

Quella Maya fu una delle civiltà più evolute dell’epoca pre-colombiana, caratterizzata dallo sviluppo di importanti centri cerimoniali (il cui simbolo è il tempio a forma di piramide a gradoni). Fondarono la città di Chichén Itzá, una delle più importanti città del Messico pre-ispanico, e Palenque.

I Toltechi (apogeo dal 1000 al 1200)

I Toltechi inaugurarono l’era dei sacrifici umani, ponendo fine ai riti pacifici. La capitale tolteca fu la città di Tula.

Gli Aztechi (apogeo dal 1200 al 1500)

Questo popolo passò nel giro di poco meno di 200 anni dallo status di tribù nomade a quello di impero esteso su un vasto territorio del Messico centrale. La capitale dell’impero azteco fu Tenochtitlán, che divenne l’odierna Città del Messico dopo la sua distruzione nel 1521 per opera dei conquistadores spagnoli. L’impero crollerà poco dopo, nel 1525.

La conquista

Nel 1517 gli spagnoli con Francisco Hernández de Córdoba raggiunsero la costa della penisola dello Yucatán provenienti da Cuba. Diego Velázquez de Cuéllar inviò 4 navi comandate dal nipote Juan de Grijalva nel 1518. Una terza spedizione del 1519, guidata da Hernán Cortés, prese terra a Cozumel.

Gli spagnoli inizialmente vennero accolti pacificamente dall’imperatore azteco Montezuma, poiché in base a segni premonitori e ad antiche leggende gli uomini di Cortes vennero scambiati per emissari di Quetzalcoatl, una delle principali divinità azteche.

Cuitláhuac e Cuauhtémoc furono gli ultimi leader dell’Impero azteco. Il primo venne sconfitto dagli invasori il 30 giugno 1520, e morì poco dopo durante l’epidemia di vaiolo. Cuauhtémoc, abbandonato dalla maggior parte dei suoi alleati, venne catturato e ucciso dagli spagnoli nel 1521.

Nell’autunno del 1521 cadde l’Impero azteco per opera degli eserciti spagnoli composti principalmente da tlaxcalteca. Dopo due mesi e mezzo di assedio, Tenochtitlán fu espugnata, e nel giro di un anno gli spagnoli presero il controllo dell’intero paese e in seguito procedettero alla sottomissione dei regni indipendenti.

Quasi tutti i popoli mesoamericani vennero assoggettati nei cinque anni successivi alla caduta di Tenochtitlan. Tuttavia i gruppi semi-nomadi del nord continuarono la resistenza fino quasi al XX secolo, quando gli Yaqui negoziarono l’armistizio con l’esercito messicano.

I soldati spagnoli arrivarono accompagnati dai missionari che procedettero alla conversione degli indigeni al cattolicesimo. Tra i religiosi che giunsero nel paese vi furono Vasco de Quiroga, Motolinía, Martín de Valencia, Bernardino de Sahagún, Diego de Landa, Junípero Serra, Sebastián de Aparicio e Bartolomé de Las Casas.

Vicereame della Nuova Spagna

Dopo la caduta di Tenochtitlán, Hernán Cortés si impossessò del governo del paese proclamandosi comandante generale e cominciando la conquista di un vasto impero coloniale conosciuto con il nome di Nuova Spagna. Il territorio, oltre al Messico arrivò a coprire gran parte del sud degli odierni Stati Uniti, (tra cui California, Arizona, Nuovo Messico e Texas). Vennero fondate alcune delle principali città messicane, come Città del Messico (sulle rovine di Tenochtitlán), Guadalajara, Puebla e Monterrey, Querétaro.

Dal 1535 l’amministrazione della Nuova Spagna venne affidata a un viceré. Il primo fu Antonio de Mendoza nominato da Carlo V.

Durante questo periodo, la madrepatria spagnola si arricchì grazie alle attività minerarie (oro e argento) e all’agricoltura (coltivazione di canna da zucchero e caffè). Porte di accesso al commercio del paese furono Veracruz (sul Golfo del Messico) e Acapulco (sull’Oceano Pacifico).

Sul piano umano la popolazione indigena si ridusse dell’80% a causa delle epidemie e dei massacri. Si stima che prima dell’arrivo degli europei il Messico centrale possedesse 25 milioni di abitanti. Di questi ne erano rimasti poco più di un milione nel 1650 circa (bisogna ricordare che una parte si fuse con i coloni spagnoli e gli schiavi africani).

I tre secoli di dominazione spagnola (1525 – 1821) hanno coinciso con l’istituzione del Messico come nazione latina, ispanica, cattolica e meticcia, così come la conosciamo oggi. L’architettura, la gastronomia, le festività, e la struttura della famiglia sono ancora in gran parte influenzate da questi tre secoli di dominazione spagnola.

Nonostante la diffusa distruzione derivante dalla colonizzazione del Messico, una forma d’arte coloniale si sviluppò dal XVI secolo.

L’indipendenza

Rivolte separatiste scoppiarono contemporaneamente in diverse regioni dell’America Latina, tra cui il Messico. Nel 1809 morì l’eroe indipendentista Melchor de Talamantes. Il 16 settembre 1810, un creolo, il sacerdote Miguel Hidalgo y Costilla (oggi eroe nazionale), partì da quella che è oggi la città di Dolores Hidalgo nello Stato di Guanajuato alla guida di un esercito formato da abitanti del villaggio e da popolazioni indigene contro la dominazione spagnola.

Cominciò con successo la conquista della città, che avvenne nel 1811. Il movimento cominciò ad allargarsi. Creoli (coloni bianchi al potere dell’economia locale), meticci e indigeni si allearono contro i Gachupines (spagnoli nati nelle metropoli alla guida del potere politico).

Il primo atto di indipendenza venne firmato il 6 novembre 1813, con il nome di Atto Solenne della Dichiarazione di Indipendenza del Nord America. L’atto di indipendenza del Messico fu finalmente firmato il 28 settembre 1821.

Il 4 ottobre 1824 il Messico si dota di una costituzione, nasce così la repubblica.

Nell’autunno 1835 i coloni anglofoni del Texas (85% della popolazione) si ribellano contro l’autorità del Messico (in seguito alla battaglia di Alamo), proclamando nel marzo 1836 la “Repubblica del Texas”. Il Guatemala e l’effimera Repubblica dello Yucatán dichiarano la secessione. Quest’ultima verrà reintegrata dal Messico dopo due tentativi.

Il XIX secolo

Nel dicembre 1861 Spagna, Francia e Regno Unito pretesero il pagamento dei debiti che il Messico aveva nei loro confronti, e insediarono loro navi davanti al porto di Veracruz, dove imperversava il “vomito nero” (la febbre gialla). Fu permesso loro di scendere a terra per poter portare avanti le trattative.

Nonostante queste, però, nel 1862 il Paese fu invaso da una spedizione voluta da Napoleone III (Spagna e Regno Unito ritirarono invece le loro richieste) che culminò nella conquista del Paese e nella costituzione dell’Impero Messicano dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo, il quale venne poi fucilato per ordine del Presidente repubblicano Benito Juárez il 19 giugno 1867 assieme ai generali conservatori Miguel Miramón e Tomás Mejía.

Guerra messicano-statunitense

Il Texas, dichiaratosi indipendente, venne in seguito annesso agli Stati Uniti. Nel 1846 il Messico rivendicò il territorio compreso tra il Rio Grande e il Rio Nueces (fiume situato 300 km a nord del Rio Grande). Scoppiò la guerra tra il Messico e gli Stati Uniti che durò dal 1846 al 1848.

Le truppe degli Stati Uniti invasero e occuparono il paese dal 1847 al 1848. Dopo la battaglia di Chapultepec, 14 settembre 1847, le truppe degli Stati Uniti issarono la bandiera americana sul Palazzo Nazionale: Città del Messico venne occupata.

La guerra si concluse con la firma del Trattato di Guadalupe Hidalgo, con il riconoscimento da parte del Messico del Rio Grande come confine con il Texas. Il Messico inoltre cedette più del 40% del suo territorio agli Stati Uniti d’America, circa 2000000 km². Gli Stati della California, Nuovo Messico, Arizona, Nevada, Utah, la maggior parte del Colorado e del Wyoming divennero territori degli Stati Uniti in seguito alla guerra messicano-statunitense.

Nel 1857 venne promulgata la Costituzione, che disciplinò le istituzioni politiche messicane fino al 1917.

La presidenza di Porfirio Díaz: El Porfiriato

Eroe della guerra contro i francesi, Porfirio Díaz divenne presidente del Messico nel 1876. La sua presidenza si protrasse fino al 1911, comportando un lungo periodo di stabilità. La sua opera si caratterizzò verso la pace, il progresso, e l’apertura del paese agli investitori stranieri.

Le riforme modernizzarono e arricchirono il paese, ma questo non andò a vantaggio di tutti e si acuì il divario tra ricchi e poveri. La ripartizione dei voti alle elezioni e l’insoddisfazione di alcuni ceti, in particolare della classe media, suscitò la Rivoluzione.

Rivoluzione

Porfirio Díaz, al potere da trent’anni, volle partecipare alle elezioni presidenziali del 1910, al pari di Francisco Madero. Díaz fece imprigionare Madero, per poi rilasciarlo. Díaz vinse le elezioni. Madero raccolse solo poche centinaia di voti in tutto il paese.

Molte persone ritennero che vi fossero stati palesi brogli, e, incitate da Madero, si ribellarono. Cominciò la guerra civile messicana, detta anche rivoluzione messicana, il 20 novembre 1910.

Durante la rivoluzione maderista (la prima fase della grande Rivoluzione messicana) Díaz dovette affrontare numerose ribellioni, compresa quella di Pancho Villa a nord ed Emiliano Zapata principalmente nello Stato di Morelos. Nel maggio 1911, dopo la presa di Ciudad Juárez, Díaz, che voleva evitare una guerra civile (già in atto), scelse di andare in esilio in Francia.

La rivoluzione degenerò in una lotta di potere tra i rivoluzionari. Il Presidente Francisco Madero (rivoluzionario) venne assassinato da Victoriano Huerta (reazionario) che si autoproclamò Presidente. Con il Piano di Guadalupe i rivoluzionari guidati da Venustiano Carranza, Pancho Villa ed Emiliano Zapata decisero di vendicare Madero.

Tuttavia, dopo la deposizione di Huerta nel 1914, i contrasti tra i Costituzionalisti di Carranza e Convenzionisti di Villa e Zapata sfociarono in una nuova sanguinosissima guerra civile. Zapata venne assassinato nel 1919, Carranza nel 1920, e Pancho Villa nel 1923.

La rivoluzione si concluderà ufficialmente nel 1917, data della nuova Costituzione del Messico, ma le violenze si protrassero fino al 1930 (assassinio di Álvaro Obregón nel 1928). Un’altra ondata di violenze seguì le misure anticlericali adottate dal governo di Plutarco Elías Calles nel 1926: detta la rivolta dei cristeros.

La rivolta dei “cristeros”

Il periodo di disordini proseguì anche fra il 1926 e il 1929, a causa della rivolta “cristiana”. La Costituzione approvata nel 1917 prevedeva una netta separazione tra Stato e Chiesa.

Nel 1926, il governo volle dare piena attuazione al dettato costituzionale, giungendo a prevedere la requisizione di molti beni ecclesiastici, la chiusura di molte scuole cattoliche e la soppressione degli ordini religiosi, impedendo di fatto la possibilità di divenire frate o suora, privando dello stato civile e del diritto di voto i religiosi e arrivando ad arrestare chi avesse fatto battezzare i propri figli o chi avesse espresso l’intenzione di seguire la vita religiosa.

In alcune città i dipendenti statali furono costretti a scegliere se rinunciare alla fede o al posto di lavoro. Il mondo cattolico, dopo iniziali proteste di piazza, raccolte di firme e boicottaggi, diede vita alla Lega Nazionale per la Libertà Religiosa, composta e sostenuta dai soci dell’Azione Cattolica.

In un secondo momento, visto il peggioramento delle condizioni dei cattolici e il clima di persecuzioni che si era creato, nacque un ramo favorevole ad azioni belliche, detto cristero (da “Viva Cristo Re”, motto dei combattenti) che ingaggiò battaglie, soprattutto nel Sud del Messico, con gruppi dell’esercito per ottenere una riforma della Costituzione.

Il governo represse con forza ogni forma di opposizione, dando vita a pubbliche esecuzioni, anche di esponenti non violenti della Lega, accusati soltanto di professare pubblicamente la fede cattolica.

Molti iscritti all’Azione Cattolica e alla Lega sono stati beatificati, nel corso della seconda metà del Novecento, dalla Chiesa cattolica, poiché hanno testimoniato la propria fede fino al martirio, senza mai usare la violenza come mezzo di lotta culturale o politica.

Nel 1929, impossibilitato a sedare le numerose rivolte ed essendo sul punto di perdere la guerra civile, il governo giunse a un accordo con la Chiesa cattolica, che prevedeva il rispetto, almeno formale, della libertà religiosa.

Alcuni dei “cristeros” più estremisti non condivisero, però, l’accordo, continuando, ancora per un decennio, a opporsi alle scelte governative. Il governo, d’altra parte, non rispettò mai gli accordi e, cessate le ostilità, arrestò e fucilò tutti gli ex combattenti che riuscì a trovare. Le leggi anticlericali approvate da Calles rimasero comunque in vigore, nonostante la guerra civile e gli accordi.

Da ricordare, nel contesto storico, l’instancabile attività volta alla conquista dei diritti delle donne di Elvia Carrillo Puerto (1881-1967), leader del suffragio in Messico.

Il Messico moderno

Alla morte di Álvaro Obregón, Calles divenne il Jefe máximo de la Revolución. Nel marzo del 1929 fondò il Partito Nazionale Rivoluzionario, al fine di controllare i vari politici e ponendo sé stesso a capo del partito. Al fine di evitare conflitti tra i generali nominò Presidente della Repubblica un civile Emilio Portes Gil per il periodo dal 1928 al 1930. Calles dovette lottare contro una cospirazione militare guidata dal generale José Gonzalo Escobar.

Gli anni trenta furono segnati dalla presidenza di Lázaro Cárdenas del Río dal 1934 al 1940, che si propose di rendere il Messico un paese socialista su imitazione dell’URSS. Il Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI) prese il potere nel 1946 e governò il paese senza sosta per 54 anni fino al 2000, configurando così un regime autoritario centralista durante il quale è iniziata la Guerra zapatista nel Chiapas tra gli zapatisti e il governo il 1º gennaio 1994.

Alle elezioni del 2000 vinse invece Vicente Fox, candidato del Partito Azione Nazionale (PAN) (conservatore cristiano-democratico), favorendo la nascita di nuovi equilibri tra partiti politici. Nel 2006 vinse nuovamente il PAN, con l’elezione di Felipe Calderón, che avviò la guerra alla droga data la presenza dei cartelli messicani specializzati in narcotraffico.

Nel 2012 tornò al potere il Partito Rivoluzionario Istituzionale con la vittoria di Enrique Peña Nieto, che si presentò come personaggio in grado di dare un nuovo volto al Messico. Il 24 febbraio 2013 viene fondato il Grupos de Autodefensa Comunitaria de Michoacán per contrastare il cartello locale.

Nel 2018 si è registrato un cambiamento di rotta: il partito Movimento di Rigenerazione Nazionale del socialista Andrés Manuel López Obrador ha vinto le elezioni contro il PRI e il PAN, e Obrador è risultato il presidente messicano più ideologicamente a sinistra degli ultimi decenni.

Geografia

Secondo alcuni geografi il territorio messicano fa geofisicamente parte dell’America centrale, grazie all’Istmo di Tehuantepec ma geopoliticamente è considerato parte dell’America settentrionale, insieme con il Canada e gli Stati Uniti.

La sua superficie è di 1964375 km², con una superficie continentale di 1959248 km² e una insulare di 5 127 km². Il Messico occupa il 14º posto tra paesi più estesi del mondo.

Ha un’estensione delle coste pari a 11122 km e occupa il secondo posto in America dopo il Canada per chilometri di costa.

Il territorio è in gran parte montuoso; fanno eccezione la penisola dello Yucatán e le coste sul Golfo del Messico. Diversi rilievi superano i 4000 m o addirittura i 5 000 m; la cima più alta è quella del Citlaltépetl (Pico de Orizaba) (5.610 m), che fa parte della Fascia Vulcanica Trasversale.

Le principali catene montuose sono la Sierra Madre Occidentale e la Sierra Madre Orientale, tra le quali si estende l’Altopiano Centrale del Messico (in cui sorge Città del Messico).

Fra i numerosi fiumi del paese il più importante è il Río Bravo, che traccia il confine con gli Stati Uniti e sfocia nel Golfo del Messico.

Divise tra oceano Atlantico e oceano Pacifico si trovano numerose isole, le quali tutte assieme arrivano a una superficie di 5073 km²; le principali sono: le Revillagigedo (Socorro, Clarión, San Benedicto, Roca Partida), e le isole Marías, nel Pacifico; le isole Guadalupe, Cedros, Ángel de la Guarda, Coronado, Rocas Alijos, Isola di Tiburón, Isla del Carmen, di fronte alla penisola della Bassa California e le coste di Sonora; e quelle di Ciudad del Carmen, Cozumel, Isla Mujeres. Inoltre il Messico presenta varie paludi, lagune e deserti e anche foreste tropicali e bellissime coste.

Morfologia

La morfologia dello stato messicano presenta paesaggi accidentati e una moltitudine di vulcani. Il territorio è solcato dalla Sierra Madre Orientale e dalla Sierra Madre Occidentale, che sono il prolungamento delle Montagne Rocciose. La Sierra Madre Occidentale termina nel Nayarit, all’incidenza con la Fascia Vulcanica Trasversale. Da qui, parallelamente alla costa dell’Oceano Pacifico, corre la Sierra Madre del Sud.

La prolungazione a sud-est della Sierra Madre Orientale è nota come Sierra Madre de Oaxaca o de Juárez che, con la Sierra Madre del Sud si conclude nell’Istmo di Tehuantepec. A est di questa regione si trova l’altopiano centrale del Chiapas e la Sierra Madre de Chiapas, che ha il suo culmine nel vulcano Tacaná a 4117 m sul livello del mare.

Formazioni geografiche tra le più caratteristiche del territorio messicano sono la penisola di Bassa California, nel nord-ovest, e la penisola dello Yucatán a sud-est. La prima è percorsa da nord a sud da una catena montuosa che prende il nome di Sierra de Baja California, Sierra de San Francisco o de la Giganta. Il suo punto più alto è il vulcano di Tres Vírgenes. La penisola dello Yucatán, al contrario, è una piattaforma di calcare quasi completamente pianeggiante.

Situato all’interno dell’arco compreso tra la Sierra Madre Orientale, l’Occidental e la Fascia Vulcanica Trasversale si trova l’altopiano centrale del Messico, idealmente diviso in due parti dalle piccole colline di Zacatecas e San Luís. La parte settentrionale è più arida e posta a un livello altimetrico inferiore rispetto a quella meridionale.

Si trova il deserto di Chihuahua e il semideserto di Zacatecas. A sud delle colline si trova una fertile regione del Bajío con numerose valli fresche o temperate, come la Meseta Tarasca, la valle di Toluca, e la Poblano-Tlaxcalteca. Nella metà meridionale di questo altipiano si concentra la maggior parte della popolazione messicana.

Tra la Fascia Vulcanica Trasversale e la Sierra Madre del Sur è situata la Depresión del Balsas e la Tierra Caliente de Michoacán, Jalisco e Guerrero. A est, attraversando la Sierra Mixteca si trovano le Valli centrali di Oaxaca, circondate da montagne impervie che rendono difficile sia l’accesso sia le comunicazioni.

Vulcani attivi del Messico

  • El Chichonal, detto anche El Chichón, nello Stato di Chiapas.
  • Tacaná, nello Stato di Chiapas.
  • Parícutin, nello Stato di Michoacán.
  • El Jorullo, nello Stato di Michoacán.
  • Popocatépetl, nello Stato di Puebla, sul confine tra lo Stato del Messico, e Morelos.
  • Cerro Prieto, nello Stato di Bassa California.
  • Volcán de Colima (o Volcán de Fuego de Colima), sul confine tra gli Stati di Colima e Jalisco.
  • Volcán de San Andrés, nello Stato di Michoacán.
  • Volcán de San Martín, nello Stato di Veracruz.
  • Derrumbado Rojo, nello Stato di Puebla.
  • Villalobos, nell’isola San Benedicto (Colima).
  • Evermann, nell’isola Socorro (Colima).
  • Cerro Chino, nello Stato di Jalisco.
  • Ceboruco, nello Stato di Nayarit.

Idrografia

I fiumi messicani sono raggruppati in tre bacini idrografici. Il bacino che versa nell’oceano Pacifico, il bacino del Golfo del Messico e un bacino interno. Il più lungo fiume messicano è il Rio Bravo/Grande, che getta le sue acque nel Golfo del Messico. Scorre per una lunghezza di 3034 km, e segna la frontiera con gli Stati Uniti d’America per buona parte del suo corso.

Altri fiumi che si gettano nel Golfo sono l’Usumacinta, che segna parte della frontiera con il Guatemala, il Grijalva e il Pánuco, il cui bacino appartiene alla Valle del Messico. Nel versante Pacifico si trova il fiume Lerma che getta le sue acque nel lago di Chapala, dal quale fuoriesce il fiume Rio Grande de Santiago.

Altri grandi fiumi sono il Balsas, di vitale importanza per le città degli altopiani del Messico, il Sonora, Fuerte, Mayo e Yaqui, che sostengono la prospera agricoltura nel nord-ovest del paese, e il fiume Colorado, condiviso con Stati Uniti.

I fiumi interni, vale a dire quelli che non scorrono verso il mare, presentano spesso basse portate. Il principale è il fiume Casas Grandes che scorre tra gli Stati di Chihuahua, Nazas e Durango. La maggior parte dei fiumi in Messico presenta basse portate, e quasi nessuno è navigabile.

In Messico sono presenti numerosi laghi e lagune, anche se spesso di dimensioni modeste. Il più grande corpo d’acqua interno è il lago di Chapala nello Stato di Jalisco, anche se a causa dello sfruttamento intensivo è a rischio di estinzione.

Altri laghi principali comprendono il lago Patzcuaro, il lago Zirahuén e il lago Cuitzeo, tutti all’interno del Michoacán. In aggiunta, la costruzione di dighe ha portato alla formazione di laghi artificiali, come il lago de Mil Islas in Oaxaca.

Clima in Messico, quando andare?

Il Messico è un paese con una gran diversità climatica. La posizione geografica del paese lo colloca in due zone ben distinte separate dal Tropico del Cancro. Questo parallelo potrebbe separare idealmente il Paese in una regione tropicale e una regione temperata. Tuttavia, la topografia e la presenza degli oceani hanno una grande influenza nella formazione della mappa climatica messicana.

In questo modo, in Messico si possono trovare i climi freddi delle cime montane a poche centinaia di chilometri dai climi più caldi della piana costiera. I climi più estremi sono quello dello Stato di Chihuahua, dove si registrano temperature tra le più basse del paese che possono toccare i −20 °C, e quello del deserto di Sonora, dove talvolta si superano i 45 °C.

Si presenta poi una regione dal clima caldo e piovoso lungo le pianure costiere del Golfo del Messico e del Pacifico. Questa regione presenta temperature comprese tra 15,6 °C e 40 °C. Un’altra regione dal clima caldo è quella compresa tra 614 e 830 m sul livello del mare, dove le temperature variano tra 16,7 °C della media di gennaio e 21,1 °C di luglio. La regione fredda è quella compresa tra i 1830 m sul livello del mare e i 2 745 m.

Un clima temperato semi-umido presenta temperature che variano tra 10 e 20 °C, con precipitazioni non superiori ai 1000 mm all’anno. A un’altitudine superiore ai 1500 m, la presenza di questo ambiente dipende dalla latitudine della regione. In aree con tali condizioni meteorologiche, le gelate sono una costante che si verifica ogni anno.

Un secondo tipo di clima è quello caldo-umido e caldo semi-umido. In aree con questo clima, piove durante l’estate o per tutto l’anno. Le piogge raggiungono i 1500 mm annui con temperature medie tra 24 e 26 °C. Le aree con questo clima si trovano prevalentemente lungo la piana costiera del Golfo del Messico, dell’oceano Pacifico, dell’Istmo di Tehuantepec, nel nord del Chiapas e nella penisola dello Yucatán.

Il clima tropicale secco presenta varietà rispetto ai climi elencati in precedenza. Si localizza lungo le pendici della Sierra Madre Occidentale e Orientale, nei bacini superiori dei fiumi Balsas e Papaloapan, così come in alcune regioni dell’Istmo di Tehuantepec, della penisola dello Yucatán e dello Stato del Chiapas. Il clima tropicale secco è, quindi, quello che si presenta sulla regione più vasta tra i climi estremi caldi del Messico.

Le zone temperate sono quelle regioni in cui la pioggia annuali sono inferiori ai 350 mm. La temperatura media annuale varia tra 15 e 25 °C, e il tasso delle precipitazioni è altamente variabile. La maggior parte del territorio messicano che si trova a nord del Tropico del Cancro presenta queste caratteristiche.

La stagione umida va da maggio a ottobre. In media piove 70 giorni all’anno. La caratteristica dominante, tuttavia, è la mancanza di precipitazioni in più parti del territorio, un dato di fatto connesso alle presenza di alte montagne che ostacolano l’avanzata delle nuvole cariche di pioggia e che fanno da cornice all’altopiano messicano.

Nella zona temperata degli altopiani la media è 635 mm di pioggia all’anno. Nelle regioni più fredde, ad alta quota, si registrano tassi di 460 mm. Nell’area semidesertica a nord dell’altopiano messicano si registrano appena 254 mm di pioggia all’anno.

In contrasto con l’aridità di questa regione (in cui si concentra l’80% della popolazione messicana), in alcune aree del paese si registrano quasi 1 000 mm di precipitazioni annuali, con punte di 3 000 mm.

La temperatura media del paese è di circa 19 °C.

Quando andare in Messico?

Il clima in Messico varia a seconda della latitudine e soprattutto dell’altitudine. Le regioni settentrionali ricevono precipitazioni in misura molto inferiore a quelle meridionali. C’è da dire però che le piogge nel sud del paese sono di durata breve.

Chi si reca in vacanza nello Yucatan e nel sud del paese deve prendere in considerazione il rischio di incappare in piogge ed eventualmente uragani nel periodo giugno-ottobre. I venti spirano di norma forti tra settembre e novembre.

Gli alberghi praticano tariffe d’alta stagione nel periodo compreso tra Natale e Pasqua. Le vacanze natalizie e pasquali possono risultare care per chi programma una visita alle città dell’altopiano quali Taxco e Pátzcuar.

Al di fuori di questo periodo i prezzi possono risultare più bassi di un buon 20% con punte massime fino al 50% ma a luglio-agosto subiscono di nuovo un’impennata soprattutto nei maggiori centri balneari. Luglio e agosto sono mesi estremamente caldi nel nord del paese e anche nelle zone costiere dove si osserva una maggiorazione del tasso di umidità.

Da notare che il Messico ha 4 fusi orari al suo interno:

  • Zona del nordovest (UTC-8): Bassa California
  • Zona del Pacifico (UTC-7): Bassa California del Sud, Chihuahua, Nayarit, Sinaloa, Sonora
  • Zona centrale (UTC-6): il resto del paese, ad eccezione di Quintana Roo
  • Zona del sudest (UTC-5): Quintana Roo

Il Messico osserva l’ora legale in linea a quanto gli Stati Uniti d’America hanno fatto prima del 2007, dalla prima Domenica di Aprile a Domenica scorsa in ottobre. Alcuni Stati del Messico non osservano l’ora legale (alla stregua di alcuni stati USA), e questo va tenuto presente quando si devono rispettare degli orari soprattutto quelli degli aeroporti.

Società messicana

Demografia

Con una popolazione di quasi 130 milioni di abitanti, il Messico è la decima nazione più popolata del mondo ed è, subito dopo il Brasile, il Paese più popolato dell’America Latina. Il 60% della popolazione è costituita da meticci, di discendenza mista europea (prevalentemente spagnola) e indigena. Gli amerindi, appartenenti a varie nazioni indigene (come i maia), rappresentano il 20% dei messicani.

Il 16% degli abitanti è invece di origine europea. Si tratta soprattutto di persone di origine spagnola, anche se vi sono italiani, francesi, tedeschi, polacchi, russi e inglesi.

Circa 4 000 italiani vennero nella seconda metà dell’Ottocento e crearono alcune colonie di italo-messicani ancora esistenti (come Chipilo, vicino a Puebla). Il restante 4% della popolazione è composta da africani, ebrei, arabi, turchi, cinesi e giapponesi.

Il Messico è lo Stato che ospita il maggior numero di statunitensi che vivono al di fuori degli USA. Ciò è dovuto in primo luogo ai legami economici, sempre più importanti, fra i due Paesi a seguito agli accordi di libero commercio firmati con USA e Canada (NAFTA, operativo dal gennaio 1994). Inoltre, gli statunitensi considerano il Messico un’ottima meta di ritiro dalla vita frenetica: questo vale in particolare per San Miguel e per altre località della Bassa California.

In Messico coesistono 56 differenti etnie indigene, le quali affondano le loro radici nella storia precedente al colonialismo europeo. Dalla Sinaloa al Chiapas vivono 10 milioni di nativi americani. Il Messico è il Paese dell’America Latina con la più bassa presenza di popolazione di origine italiana.

In Messico ci sono anche un numero significativo di persone provenienti da Argentina, Guatemala, Colombia, Cuba e Perù, da dove molti vennero a rifugiarsi da guerre civili e dittature degli anni ottanta del Novecento.

Nel corso del XIX secolo e la maggior parte del XX secolo, comunitari europei e asiatici sono stati i più rappresentativi, ma a partire dal 2000, le comunità più rappresentative sono di origine statunitense e latinoamericana.

Religione in Messico

La religione predominante è quella cattolica (83,9%), seguono protestanti (7,6%), religioni altre (2,5%) e atei (4,6%). Il mormonismo si sta diffondendo in modo significativo nelle principali città presso il confine nord-orientale. L’ebraismo è presente da molti secoli in Messico e attualmente vi sono circa 100 000 ebrei nel paese.

Tra le ricorrenze religiose più sentite ricordiamo quella del 12 dicembre, il Día de la Virgen de Guadalupe, che celebra l’ultima apparizione in Messico di Nostra Signora di Guadalupe, nel 1531.

Lingue parlate

In Messico, a livello costituzionale, de iure non esiste una lingua che venga designata come lingua ufficiale. Tuttavia, la Ley General de los Derechos Lingüísticos riconosce lo status di lingua nazionale allo spagnolo e alle lingue indigene native del territorio, così come a quelle di altri popoli indios che si sono stabiliti nel loro territorio.

Lo spagnolo è la lingua dominante nelle attività ufficiali, anche se vi è un intento di farne la lingua ufficiale del paese. Lo spagnolo è parlato da quasi la totalità dei messicani.

Circa il 7% della popolazione parla una lingua amerindia. Il Governo riconosce 62 lingue amerindie, tra le quali le più parlate sono il nahuatl e il maya (entrambe con 1,5 milioni di parlanti). Altre, come il lacandòn, sono usate da meno di 100 persone. Il governo ha promosso programmi educativi bilingue (in spagnolo e in una lingua locale) presso le comunità indigene rurali.

L’inglese è molto conosciuto nelle grandi città, presso il confine statunitense e nelle località balneari. Sta diventando popolare soprattutto fra i giovani, mentre le più prestigiose scuole private offrono un’educazione bilingue.

Da segnalare è inoltre la comunità di Chipilo nello Stato di Puebla, documentata da vari linguisti (tra cui Carolyn McKay). La città, infatti, venne fondata nel 1882 da immigrati provenienti dal Veneto. Mentre tutti gli altri europei di origine non spagnola hanno finito per perdere la loro lingua originaria, gli italo-messicani di Chipilo (e di alcune zone vicine) conservano straordinariamente inalterata la lingua veneta parlata dai loro nonni, rappresentando perciò una minoranza linguistica non riconosciuta ufficialmente.

Stati Uniti Messicani

  • 1. Aguascalientes
  • 2. Bassa California
  • 3. Bassa California del Sud
  • 4. Campeche
  • 5. Chiapas
  • 6. Chihuahua
  • 7. Coahuila
  • 8. Colima
  • 9. Durango
  • 10. Guanajuato
  • 11. Guerrero
  • 12. Hidalgo
  • 13. Jalisco
  • 14. Messico
  • 15. Michoacán
  • 16. Morelos
  • 17. Nayarit
  • 18. Nuevo León
  • 19. Oaxaca
  • 20. Puebla
  • 21. Querétaro
  • 22. Quintana Roo
  • 23. San Luis Potosí
  • 24. Sinaloa
  • 25. Sonora
  • 26. Tabasco
  • 27. Tamaulipas
  • 28. Tlaxcal
  • 29. Veracruz
  • 30. Yucatán
  • 31. Zacatecas
  • 32. Città del Messico

Città principali messicane – Stato – Numero abitanti

  • 1ª Città del Messico – CMX, MEX, HID – 20137152
  • 2ª Guadalajara – JAL – 4434252
  • 3ª Monterrey – NLE – 4080329
  • 4ª Puebla – PUE, TLA – 2668347
  • 5ª Toluca – MEX – 1846602
  • 6ª Tijuana – BCN – 1751302
  • 7ª León – GUA – 1609717
  • 8ª Juárez – CHH – 1328017
  • 9ª Torreón – COA, DUR – 1215993
  • 10ª Querétaro – QUE – 1097028
  • 11ª San Luis Potosí – SLP – 1040822
  • 12ª Mérida – YUC – 970495
  • 13ª Mexicali – BCN – 936145
  • 14ª Aguascalientes – AGU – 932298
  • 15ª Cuernavaca – MOR – 875598
  • 16ª Acapulco – GRO – 863438
  • 17ª Tampico – TAM, VER – 858620
  • 18ª Chihuahua – CHH – 851971
  • 19ª Saltillo – COA – 823098
  • 20ª Morelia – MIC – 806822
  • 21ª Veracruz – VER – 801122
  • 22ª Centro – TAB – 755416
  • 23ª Reynosa – TAM – 725793
  • 24ª Tuxtla Gutiérrez – CHP – 684156

Economia

Il Messico ha un’economia di libero mercato e fa parte dei paesi con un reddito medio-alto. È all’11º posto fra le più grandi economie del pianeta in termini di prodotto interno lordo misurato a parità di potere d’acquisto.

Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale, il Messico nel 2012 possedeva il secondo reddito pro capite più elevato fra i paesi dell’America Latina in termini nominali a 10 059 $, e il più alto in termini di parità di potere d’acquisto, a 15 363 $.

Dopo la crisi economica del 1994, il Messico ha intrapreso una notevole fase di recupero, modernizzando e diversificando la propria economia. Le recenti amministrazioni hanno anche permesso un miglioramento delle infrastrutture e l’apertura alla concorrenza in settori come quello portuale, ferroviario, delle telecomunicazioni, dell’energia elettrica, della distribuzione di gas naturale e degli aeroporti.

La più grande fonte di reddito messicano è il petrolio. Secondo la Goldman Sachs, nel 2050 le cinque più grandi economie del pianeta saranno quella di Cina, Stati Uniti, India, Brasile e Messico.

Il Messico è il secondo produttore di autovetture del Nord America dopo gli Stati Uniti.

Secondo il direttore per il Messico presso la Banca Mondiale, la popolazione in condizioni di povertà è diminuita dal 24,2% al 17,6% tra il 2000 e il 2004, passando dal 42% al 27,9% nelle zone rurali nello stesso periodo. Tuttavia la disparità di reddito rimane un problema, ed enormi divari restano non solo tra ricchi e poveri, ma anche tra il nord e il sud del paese, e tra zone urbane e rurali; sono in esecuzione misure di contrasto alla povertà, ad esempio con il programma Probecat riservato ai disoccupati.

I netti contrasti in termini di reddito e di sviluppo umano sono altresì un grave problema messicano. Nel 2004 l’indice di sviluppo umano adottato delle Nazioni Unite registrato nel Benito Juárez, un distretto di Città del Messico, e San Pedro Garza Garcia, nello Stato di Nuevo León, riportava un livello simile a quello registrato in Germania e Nuova Zelanda in termini di sviluppo economico, educativo e di aspettativa di vita. Al contrario, Metlatonoc, nello Stato di Guerrero presentava un HDI simile a quello della Siria.

La crescita media annua del PIL per il periodo 1995-2002 è stata del 5,1%. L’inflazione ha raggiunto il livello più basso attestandosi al 3,3% nel 2005, e i tassi di interesse bassi hanno spinto il credito al consumo nella classe media.

Il Messico ha sperimentato all’inizio del XXI secolo un periodo di stabilità monetaria: il deficit di bilancio è stato ulteriormente ridotto e il debito estero si è attestato a meno del 20% del PIL.

Le rimesse da cittadini messicani che lavorano negli Stati Uniti hanno raggiunto i 20 miliardi di dollari nel 2004 e sono la settima maggiore fonte di reddito estero, dopo petrolio, esportazioni industriali, manufatti, elettronica, industria automobilistica e alimentare. Nel 2008 sono stati inviati in Messico 67,5 miliardi di dollari dagli emigrati negli Stati Uniti.

Circa il 90% del commercio messicano è stato messo sotto accordi di libero scambio con oltre 40 paesi, di cui il North American Free Trade Agreement (NAFTA) resta il più significativo. Quasi il 90% delle esportazioni messicane prendono la strada degli Stati Uniti e del Canada, e quasi il 65% delle importazioni provengono da questi due paesi.

Altri importanti accordi commerciali sono stati firmati con l’Unione europea, il Giappone, Israele e diversi paesi dell’Europa centrale e del Sud America. Il Messico è diventato un attore importante nel commercio internazionale, tanto che se misurato in dollari, il valore delle esportazioni messicane sarebbe il 15º al mondo, e il 10º se l’Unione europea venisse trattata come una singola entità statale, pari circa al totale delle esportazioni di tutti i membri del Mercosur considerati insieme, Venezuela compreso.

Territori e mete turistiche del Messico

Penisola di Bassa California — Comprende Bassa California, Bassa California del Sud. La penisola occidentale che confina con lo stato statunitense della California.

Messico settentrionale — Comprende Chihuahua, Coahuila, Durango, Nuevo León, Sinaloa, Sonora, Tamaulipas. Include vasti deserti e montagne degli stati periferici; generalmente ignorato dai turisti è detto per questo “Messico sconosciuto”.

Bajío — Comprende Aguascalientes, Guanajuato, Zacatecas, San Luis Potosí, Querétaro. Stati storici nella tradizionale regione delle miniere d’argento.

Messico centrale — Comprende Hidalgo, Città del Messico, Stato del Messico, Morelos, Puebla, Tlaxcala, Veracruz. Area circondante la capitale.

Costa messicana sul Pacifico — Comprende Colima, Guerrero, Jalisco, Michoacán, Nayarit, Oaxaca. Spiagge tropicali nella costa meridionale del Messico.

Penisola dello Yucatán — Comprende Campeche, Chiapas, Quintana Roo, Tabasco, Yucatán. Giungla e impressionanti siti archeologici dell’epoca Maya, insieme alla costa caraibica.

Centri Urbani

Città del Messico — Capitale della Repubblica, è una delle tre più grandi città del mondo e un sofisticato centro urbano con una storia di 700 anni. A Città del Messico, si trova di tutto: parchi, rovine azteche, architettura coloniale, musei, fino alla vita notturna e lo shopping.

Acapulco — Un sofisticato ambiente con una spiaggia urbana nota per la sua vita notturna di prim’ordine, eleganti sale da pranzo e un traffico da incubo. Molte delle vecchie (i.e. antecedenti al 1990) strutture di calcestruzzo hanno subito un decadimento tropicale.

Cabo San Lucas (o semplicemente Cabo) — A Cabo si tiene ogni anno la più famosa competizione di pesca al Marlin del mondo. Sempre qui, grazie alla privilegiata posizione geografica, si possono osservare le balene nel loro passaggio dal Mare di Cortés all’Oceano Pacifico.

Cancún — Una delle spiagge più popolari e famose al mondo, nota per le sue acque cristalline dei Caraibi, per la sua vivace atmosfera di festa e per la sua ricchezza di strutture ricreative. Durante le vacanze di primavera Cancun diventa un centro di bevute, scottature e dissolutezza.

Guadalajara — Città tradizionale, capoluogo dello Stato di Jalisco, è la casa della musica mariachi e della tequila. Guadalajara, col suo centro coloniale grazioso e sofisticato, è benedetta da un perpetuo clima primaverile.

Mazatlan — Vivace città sulla costa del Pacifico, Mazatlan è un porto commerciale, un hub di trasporto con i traghetti per la Bassa California e una destinazione balneare con miglia di spiaggia sabbiosa. Si tratta di una popolare destinazione per le vacanze primaverili grazie alla varietà di opzioni di alloggio con prezzi accessibili.

Monterrey — Una grande città moderna che rappresenta il centro commerciale e industriale del Messico settentrionale. Monterrey gode di un ambiente di montagna a secco ed è nota per le sue infrastrutture scolastiche e di trasporto, entrambe di alta qualità.

Puerto Vallarta — Nota come meta turistica per americani del nord ed europei.

San Luis Potosi — Situata nel centro del Messico. È una città coloniale che un tempo fu un importante produttore di argento, ma oggi è la manifattura la sua base economica.

Taxco — In Messico centrale ad ovest di Cuernavaca, questa bella cittadina di montagna che un tempo fu un importante produttore d’argento, oggi ha un posto di rilievo nel commercio di argento decorativo, dai raccordi a basso costo per i gioielli più eleganti fino ad elaborate fusioni.

Tijuana — Il più trafficato valico di frontiera del Messico per pedoni e veicoli privati e da lungo tempo la Mecca della negoziazione per i californiani del sud a causa della sua vicinanza con la città di San Diego.

Veracruz — Una delle maggiori città portuali messicane della baia di Campeche del Golfo del Messico, situata nell’omonimo stato federale.

Siti archeologici

Chichén Itzá — Una città Maya nello stato di Yucatán dichiarata patrimonio dell’UNESCO nel 1988 e recentemente votato come una delle Nuove Sette Meraviglie del Mondo.

Cobà — Un sito Maya nello stato di Quintana Roo scoperto solo di recente e quindi non tutto è stato ancora portato alla luce.

Ek Balam — Un sito Maya nello stato di Yucatán di recente restaurato con molti templi rupestri riccamente decorati, in cui si può anche salire.

El Tajín — Nello stato di Veracruz, vicino alla città di Papantla. Un patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Monte Albán — Nello Stato di Oaxaca, un sito Zapotec risalente al 500 a.C. Un patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Palenque — Città maya situata nello Stato del Chiapas, non lontano dal fiume Usumacinta, famosa per i suoi elaborati dipinti. Inoltre è nota per avere nella stessa zona il più grande tratto di foresta pluviale in Messico.

Plazuelas e Peralta — Nello stato di Guanajuato, due siti facenti parte del “Tradición él Bajío”.

Teotihuacan — Nei pressi di Città del Messico, un sito enorme con diverse grandi piramidi.

Tulum — Un sito Maya nello stato di Quintana Roo, situato a Tulum, famoso per il Castillo a picco sul mar dei Caraibi.

Uxmal — Una città stato di epoca Maya nello stato di Yucatán dichiarata Patrimonio dell’Umanità nel 1996.

Riserve naturali

Riserva della Biosfera Sian Kan — Riserva naturale vicino alla città di Tulum (Yucatan), comprende una laguna di mangrovie dove è possibile vedere tucani, aironi, falchi e molti altri uccelli. Una strada sterrata lunga circa 50 km la percorre fino ad arrivare a Punta Allen.

Xcacel — Questa spiaggia è una riserva naturale per la riproduzione delle Tartarughe. Si trova sulla C.F. 307 tra Chemuyil e Xel-Ha. Si pagano 20 pesos per l’ingresso. La spiaggia è poco frequentata e stupenda. Sabbia finissima, poche rocce alcuni cenotes e tante iguana.

Come arrivare in Messico?

Requisiti d’ingresso

Secondo il ministero messicano degli affari esteri (Secretaria de Relaciones Exteriores), i cittadini stranieri di alcune nazionalità che intendono soggiornare in Messico per meno di 180 giorni per turismo o 30 giorni per lavoro possono compilare una carta turistica alla frontiera o al momento dello sbarco in aeroporto dopo aver presentato un passaporto valido, per 22$. Se arrivate per via aerea, è incluso nel prezzo del biglietto.

I residenti permanenti degli Stati Uniti d’America, Canada, Giappone, Regno Unito e paesi dell’area Schengen sono ammissibili anche per i visti in arrivo indipendentemente dalla cittadinanza.

L’attuale carta turistica messicana è formalmente conosciuta come Forma Migratoria Múltiple (i.e. modulo di immigrazione multipla), o FMM. In entrata, dopo aver esaminato il passaporto e compilato l’FMM, l’ufficiale di immigrazione dopo aver timbrato il passaporto e la FMM, ne tratterrà metà, mentre l’altra metà della FMM dovrà essere conservata insieme al passaporto in ogni momento.

È vostra la responsabilità di assicurarsi che il lato destro della FMM venga restituito al governo messicano al momento della partenza, affinché il codice a barre venga sottoposto a scansione, a dimostrazione che si è lasciato il paese in tempo. Se si perdesse la FMM durante la visita in Messico, si può essere soggetti a ritardi e a multe considerevoli prima di poter lasciare il Paese.

L’autorizzazione elettronica (autorización electrónica) per un viaggio in Messico è disponibile su Internet per i cittadini provenienti da Ucraina, Russia e Brasile. I cittadini del Perù possono usufruire di questo servizio in circostanze limitate. Le altre nazionalità devono contattare un consolato messicano, al fine di trovare i requisiti per i cittadini del loro Paese, e possono richiedere e ottenere un visto prima del viaggio.

Per altre informazioni, si può far riferimento alle sedi diplomatiche che il Messico ha nelle varie città del mondo. I consolati negli Stati Uniti d’America sono in genere aperti per affari dei non cittadini (per telefono o di persona) soltanto 8:30-12:30.

Se si attraversa la frontiera via strada, non aspettatevi che le autorità vi segnalino di riempire la vostra documentazione. Si dovrà individuare l’ufficio di frontiera da soli.

L’ufficiale di immigrazione nel punto di entrata in Messico può anche richiedere di dimostrare di avere sufficiente solvibilità economica e un biglietto di andata e ritorno.

Se non si intende viaggiare oltre la “zona di confine” e il vostro soggiorno non supera i tre giorni, ai cittadini statunitensi e canadesi è richiesta solo una prova di cittadinanza. Al rientro negli Stati Uniti è in genere richiesto un passaporto, ma per i rientri via terra o via mare può essere sufficiente una patente avanzata (i.e. valevole anche come documento di identità) sia statunitense che canadese.

Come spostarsi in Messico

Viaggiare in Messico è più pratico in autobus, auto o aereo, in quanto il trasporto di passeggeri in treno è quasi inesistente. Tranne la linea ferroviaria il Chihuahua del Pacifico (Chepe) che ogni mattina collega i capolinea di Los Mochis sulla costa del Pacifico, di fronte alla Bassa California, e di Chihuahua a est (a sud di El Paso, Texas).

Circa a metà strada questo treno attraversa la città di Divisadero (Chihuahua) a quota 2.100 m; meta interessante da cui si può ammirare il canyon di Barrancas del Cobre.

In aereo

Il Messico è un grande paese e la rivoluzione delle low-cost iniziata nel 2005, ha fatto sì che prenotando in largo anticipo si possano ottenere prezzi vergognosamente bassi.

Si noti che ora con l’aumento del costo del carburante, i giorni delle grandi occasioni sono per lo più andati e le compagnie aeree hanno dovuto aumentare i prezzi per sopravvivere alla recente recessione. Ma le occasioni ci sono sempre, bisogna solo saperle trovare, magari col supporto di un servizio di notifica affidabile come Skyscanner.

Le principali compagnie aeree di linea, oltre ai principali vettori degli Stati Uniti, sono Aeromar, AeroMexico e AeroMexico Connect (ex Aerolitoral). Lo scenario in rapida evoluzione dei vettori a basso costo include InterJet, Volaris, Viva Aerobus.

In auto

A causa di un sistema governativo che nei primi anni 1990 creò le infrastrutture, le migliori vie di comunicazione sono strade a pedaggio, che possono essere relativamente costose (400-800 pesos è normale nei viaggi più lunghi), ma sono molto più veloci e meglio mantenute.

Gli autobus di prima classe generalmente viaggiano in strade a pagamento (e il pedaggio è ovviamente incluso nel prezzo del biglietto).

Le assicurazioni statunitensi dei veicoli non sono valide in Messico, e sebbene non sia richiesta l’assicurazione per le auto messicane, è altamente raccomandato farla, in quanto ogni piccolo incidente potrebbe comportare addirittura il carcere in assenza di essa. MexiPass e AAA offrono assicurazioni per le auto messicane.

Quando si viaggia su strade messicane, in particolare vicino al confine con gli Stati Uniti d’America e il Guatemala, probabilmente si incontreranno diversi posti di blocco gestiti dall’esercito messicano alla ricerca di armi illegali e droga. Se si proviene dagli Stati Uniti, si potrà trovare la cosa insolita e talvolta intimidatoria.

Tuttavia, questi controlli raramente sono un problema per le persone oneste; basta fare quello che i soldati dicono di fare e trattarli con rispetto. Il modo migliore per mostrare rispetto quando si entra in un posto di blocco è quello di abbassare la musica, rimuovere gli occhiali da sole dal volto e essere pronti ad abbassare il finestrino.

Anch’essi dovranno trattarvi con rispetto e di solito lo fanno. Se vi viene chiesto di smontare qualsiasi parte del vostro veicolo, è opportuno farlo senza lamentarsi. Hanno il pieno diritto di farvi completamente scaricare tutto ciò che avete in auto per consentirgli un’agevole ispezione dell’auto e del carico.

I turisti sono spesso avvertiti relativamente ai viaggi notturni su strada. Sebbene i bandidos siano rari nelle aree più metropolitane, è bene eccedere in cautela nelle zone più rurali. La cosa migliore è guidare solo nelle ore diurne. Bovini, cani e altri animali possono anche comparire sulla carreggiata in modo imprevisto, quindi se c’è bisogno di guidare di notte, si deve essere molto cauti. Se possibile, seguire un autobus o un camion che sembra avere una guida sicura.

La Segreteria di Comunicazioni e Trasporti ha recentemente istituito un nuovo strumento di mappatura simili a quelli negli Stati Uniti, come Mapquest. Il suo nome è Traza Tu Ruta, ed è molto utile per trovare il modo di raggiungere la destinazione utilizzando strade del Messico. È in spagnolo, ma può essere utilizzato con una conoscenza di base della lingua.

Patenti di guida estere sono riconosciute e raccomandate. Multe per eccesso di velocità sono comuni e per garantire la vostra presenza in udienza, l’agente può decidere di trattenere la vostra patente. Farlo, rientra nei suoi diritti. Attenzione però, gli agenti di polizia sono noti per mantenere patenti di guida fino a quando non ricevono una tangente.

Nei distributori di benzina (gas), assicurarsi che la pompa si azzeri prima che l’addetto inizi a pompare il vostro carburante per non pagare più di quanto si dovrebbe. C’è solo una marca di benzina (Pemex) e i prezzi sono generalmente gli stessi indipendentemente dalla loro posizione, quindi non preoccupatevi di rifornirvi dal primo che capita.

In treno

I treni passeggeri sono molto limitati in Messico con solo poche linee in funzione in luoghi come il Copper Canyon nello stato settentrionale di Chihuahua, tale linea è anche conosciuta come la Ferrocarril Chihuahua al Pacífico in quanto la sua destinazione finale è la città costiera del Pacifico Tobolobampo nello Stato di Sinaloa.

Nello Stato di Jalisco c’è anche una linea che viaggia dalla sua capitale dello Stato Guadalajara fino alla sua destinazione finale nella piccola città di Amatitlan per visitare le distillerie di Tequila, questo è il motivo per cui questa linea si chiama Tequila Express mentre Jose Cuervo Express va verso le distillerie di Jose Cuervo nella città di Tequila. Gli ultimi due da Guadalajara operano come parte di un tour fine settimana per le distillerie tequila quindi come una forma di trasporto.

Città del Messico e Monterrey hanno il servizio di metropolitana, e teoricamente i più intrepidi possono anche salire a bordo di carri merci in alcune parti del Paese. gli emigranti che viaggiano dall’America centrale verso gli Stati Uniti d’America in cerca di lavoro già viaggiano dentro o in cima ai vagoni merci.

Il pericolo in questo tipo di trasporto è dovuto alla possibilità di cadere, di essere investito o essere addirittura derubati da banditi incontrati lungo la strada. Detto questo, ci sono state discussioni in questi ultimi anni per espandere entrambi i servizi ferroviari suburbani e servizi passeggeri ad alta velocità, ma nessun piano concreto si è materializzato a maggio 2015.

In autobus

L’autobus è uno dei mezzi migliori per esplorare il Messico, e probabilmente anche il mezzo più usato. Ogni città o paese ha in genere due stazioni degli autobus, una di prima (chiamati directo) e una di seconda classe, più le stazioni dei vari servizi di “mini-bus”.

Gli autobus di prima classe generalmente sono più comodi e veloci di quelli di seconda, oltre ad avere bagni e in genere filmati disponibili per il viaggio (che possono essere in inglese con sottotitoli in spagnolo), tuttavia sono anche più costosi. Generalmente gli autobus di prima fanno viaggi diretti, mentre quelli di seconda effettuano degli stop nelle stazioni lungo il percorso, come quelli che raggiungono e fermano nelle aree rurali che sono detti polleros (letteralmente autobus dei polli).

Esistono linee executive e di lusso che costano circa il 60% in più rispetto alla prima classe, e queste possono essere più veloci, con sedili più grandi ma hanno partenze meno frequenti; sono davvero solo una buona opzione per i viaggiatori anziani o d’affari.

Con l’avvento del NAFTA (l’accordo nordamericano per il libero scambio), alcune compagnie di autobus ora stanno offrendo un servizio da alcune città degli Stati Uniti d’America. Le principali aziende di bus che offrono questo tipo di servizi sono: ADO bus (Autobuses de Oriente), ETN (Enlaces Terrestres Nacionales), Primera Plus, Estrella de Oro, Estrella Blanca e Estrella Roja.

I viaggiatori che si dirigono verso est (più o meno) da Città del Messico (terminal bus TAPO) possono trovare informazioni riguardo ai biglietti sulla biglietteria on line Ticket bus mentre per informazioni sugli orari per tutto il Messico si può far riferimento al sito Horariodebuses.com.

Altre destinazioni possono essere trovate su siti web delle singole società. Il Messico settentrionale, per esempio, è un servizio da Omnibuses de Mexico, ETN (Enlaces Terrestres Nacionales) che opera anche nel Messico centrale e Grupo Senda che serve anche località del Texas.

D’altra parte, se si viaggia all’interno di una città, non ne sarete piacevolmente sorpresi, in quanto troverete uno dei sistemi di trasporto pubblico più caotici colmi dei diffusi “pesero”. I pesero sono piccoli bus con diversi codici di colore a seconda della città, in cui operano. Di solito il percorso intrapreso è scritto su un cartoncino attaccato al parabrezza.

A differenza di molti paesi, le fermate degli autobus sono rare e dovrete essere voi a segnalare all’autista che volete salire o scendere a destinazione. Raramente si trova un pulsante di arresto in un pesero; sarà sufficiente gridare la parola “bajan” per fermarsi. I prezzi sono a buon mercato e variano da 2 a 7 pesos circa.

Colectivos

I colectivos sono furgoncini privati che possono trasportare circa 8/9 persone. Sono molto economici e si fermano a chiamata. È il modo migliore per vivere la realtà locale.

In autostop

Un effetto del rialzo dei prezzi del petrolio è che l’autostop sta ricominciando ad essere più comune in Messico, in particolare nelle zone rurali. Nelle zone limitrofe alle grandi città, l’autostop dovrebbe essere più difficile, e non è davvero consigliabile per motivi di sicurezza.

Tuttavia, nelle zone dei villaggi, questo sarà più semplice, più sicuro e molto probabilmente una bella esperienza. Dal momento che gli abitanti dei villaggi hanno sempre avuto difficoltà nell’approvvigionamento del gas, al giorno d’oggi molti sfruttano gli autostoppisti paganti per permettersi il prossimo viaggio in città.

Bassa California, Sierra Tarahumara, Oaxaca e Chiapas offrono tutti delle buone possibilità per un autostoppista. Le possibilità di autostop variano a seconda della regione. Nella cultura messicana è spesso accettato l’autostop e si tratta di una pratica comune tra i giovani messicani che vanno in spiaggia durante le vacanze pasquali, anche se in alcuni casi è previsto un contributo di denaro per il gas a causa dei suoi prezzi relativamente elevati.

Si dovrebbe mettere subito in chiaro che non si hanno soldi da offrire prima di accettare la corsa, se questo è il caso. Se siete disposti a pagare, i camion spesso forniscono passaggi per circa la metà del prezzo di un biglietto dell’autobus. Naturalmente si può sempre trattare per ottenere un prezzo migliore. Fare l’autostop è considerato abbastanza sicuro e facile nella penisola dello Yucatán.

Valuta del Messico e acquisti

La valuta nazionale è il Peso messicano (MXN), diviso in 100 centavos. Il simbolo per i pesos è lo stesso del dollaro USA col quale è facilmente confondibile. I prezzi in dollari (nelle aree turistiche) sono segnati come “US$”.

Le monete sono emesse in tagli da 5, 10, 20, 50 centavos (i primi due in acciaio e gli altri ottone; sebbene le nuove monete da 50 centavo emesse a partire dal 2011 siano in acciaio e di minori dimensioni) e tagli da 1, 2, 5 (anello in acciaio, al centro in ottone), 10, 20, 50 e 100 pesos (anello in ottone, acciaio o centrale d’argento), sebbene sia estremamente raro trovare monete di valore superiore ai 10 pesos.

Le banconote sono prodotte in tagli di 20 (blu), 50 (rosa-rosso), 100 (rosso), 200 (verde), 500 (marrone), e 1000 (viola e rosa per l’ultima emissione, viola per quelle precedenti). Le banconote più recenti da 20 MXN, 50 MXN e 100 MXN sono realizzate in polimero plastico, e ci sono diverse serie per ogni taglio. Esistono banconote da 10 pesos, ma sono molto rare e non più prodotte né accettate.

I vecchi pesos (emessi prima del 1993) non sono più accettati, ma sono di solito collezionati dai numismatici.

Il simbolo utilizzato per i pesos è localmente lo stesso che per il dollaro ($), il che può essere un po’ fuorviante. I prezzi in dollari americani (nelle zone turistiche) sono classificati come “US$” o con una S con un doppio tratto al centro. Vista l’oscillazione tra le due valute, è sempre meglio acquistare con i pesos locali. I dollari statunitensi sono ampiamente accettati nell’estremo nord e nei luoghi turistici disseminati altrove.

Altre valute, come euro, sterlina e franco svizzero non sono generalmente accettate dai commercianti, e anche le banche con sede in Europa, possono rifiutare di accettare euro per lo scambio. Invece nella maggior parte delle banche e uffici di cambio (“casas de cambio”) saranno ampiamente accettati.

Chi arrivasse a sud con ancora valuta di un qualunque Stato dell’America Centrale è bene che la scambi al più presto, in quanto al di fuori dell’immediata zona di confine, non sarà possibile effettuare il cambio. La maggior parte delle banche in America Centrale scambiano la moneta locale in dollari, per cui si potrebbe triangolare con quella, a patto che si accetti una doppia commissione.

Banche

Se avete portato contanti in USD o €, i posti migliori per cambiare i vostri soldi sono all’aeroporto di arrivo (ad esempio MEX e CUN), dove molti scambi di denaro si trovano già nella sala arrivi (dove si possono confrontare anche alcuni tassi di cambio e scegliere il più conveniente) e, normalmente, negli aeroporti, il tasso di cambio è di solito onesto.

Siate sicuri di passare la dogana prima di cercare un cambio perché all’interno della zona doganale di Cancún, il costo è di gran lunga inferiore a quello richiesto dagli ingordi venditori ambulanti.

Se volete aspettare fino all’ultimo momento per ottenere la valuta messicana, cercate di non cambiare i soldi in albergo, in quanto i tassi tendono ad essere estremamente svantaggiosi per i turisti. Tuttavia, alcuni hotel offrono cambi a titolo di cortesia, in questo caso è meglio chiedere per assicurarsene.

Spesso, è possibile trovare cambi valuta in luoghi strategici come la maggior parte delle destinazioni turistiche e nei pressi di zone alberghiere. Le tariffe di cambio non dovrebbero differire drasticamente da quelle dell’aeroporto. Se avete poca dimestichezza con il denaro messicano (banconote e monete), cercare di attenervi alle agenzie ufficiali.

In diverse destinazioni balneari popolari a livello internazionale come Cancún e Los Cabos, commercianti locali sono abituati ai dollari e spesso li accettano come pagamento (hanno anche registratori di cassa a doppia valuta). Tuttavia, si tenga presente che la convenienza di tale scambio di denaro “privato” di solito viene fornito con un tasso di cambio leggermente sfavorevole.

Carte di credito (del circuito Maestro o VISA/MasterCard) sono ampiamente accettate in Messico. Si possono utilizzare presso gli sportelli automatici, così come nella maggior parte dei grandi magazzini, ristoranti, stazioni di servizio più grandi, ma siate sicuri di portare sempre in tasca denaro sufficiente in pesos al di fuori delle città, e in generale di verificare la possibilità di pagare con carta prima del consumo. Le piccole imprese (spesso a conduzione familiare) spesso accettano solo contanti.

Il più delle volte, è richiesto un ulteriore 5% in caso di pagamento con carta. Inoltre, non è possibile negoziare prezzi più bassi a meno che non si paghi in contanti. Spesso, si riesce a pagare la metà o meno facendo finta di andar via.

Molte stazioni Pemex accettano le carte di credito, in particolare in luoghi che hanno un pesante traffico turistico, altri no; i viaggiatori che intendono pagare con carta di credito devono sempre chiedere all’addetto se la carta è accettata prima dell’inizio del pompaggio.

I bancomat sono facili da trovare. I clienti di Bank of America possono evitare le commissioni ATM utilizzando i bancomat Santander Serfin. Altre banche potrebbero avere accordi simili, verificare con il rispettivo ente. Ad esempio, la banca Banamex è di proprietà di Citybank/Citygroup e Bancomer è di proprietà di BBVA, che è legata alla Chase in USA.

Qualora la propria banca non avesse alcun accordo, troverete nell’estratto conto una commissione per ogni prelievo. I bancomat nelle città più piccole possono aver terminato i contanti; a volte si tratta di un evento normale. Controllare con la banca (o locali) su quale sia il momento migliore per usare il bancomat e non attendere l’ultimo minuto per prelevare denaro.

Mance

Le mance in Messico sono simili agli Stati Uniti d’America; solitamente dal 10 al 15%.

I pasti hanno una mancia dal 10% al 15% (questo include le consegne di fast food). Questa mancia è di solito lasciata dalla maggior parte delle persone nei ristoranti, anche se non è così comune nei ristoranti sulla strada o nei chioschi, dove le offerte sono di solito lasciate all’interno di una lattina o di una scatola atte a raccogliere monete.

In genere è comune lasciare una mancia sul tavolo dopo aver pagato e quindi avere soldi di piccolo taglio è molto utile.

Nei bar e locali notturni messicani è spesso incluso il 15% di servizio nel totale (tasse incluse). Questo è illegale nella maggior parte dei casi a causa dell’imposizione della mancia e per l’aggiunta delle tasse. Nei grandi gruppi, o nei locali notturni i barman si aspettano che i clienti depositino la loro mancia in una tazza lasciata sul tavolo prima di servire le bevande in modo che il servizio dato sia in linea con la mancia ricevuta.

È anche consuetudine dare una mancia alla persona che a volte custodisce l’auto come se fosse un servizio di parcheggio; in Messico, queste persone sono spesso chiamate “viene viene” (letteralmente: “vieni, vieni”) o franeleros e di solito la gente da loro 3/20 pesos messicani a seconda della zona, anche se a volte chiedono grandi somme di denaro quando l’auto viene lasciata vicino ad una zona ricca di vita notturna.

Nei negozi di vendita al dettaglio di medie e grandi dimensioni, come Walmart ci sono aiutanti in divisa, di solito i bambini o gli anziani, che imbustano i prodotti dopo che l’impiegato li ha passati alla cassa. Questo ruolo è chiamato cerillo (in italiano “fiammifero”). È comune per questi aiutanti non avere uno stipendio base, quindi tutti i soldi guadagnati provengono dalle mance che le persone danno. La maggior parte dei clienti dà da 2 a 5 pesos messicani a seconda del numero di prodotti. I cerillo mettono anche le borse nel carrello e se il carico è di grandi dimensioni possono anche aiutare portandolo alla macchina e scaricando le buste; in questi casi, normalmente, ricevono più di 15 pesos.

La mancia non è prevista per taxi o autobus, tranne quando si tratta di un tour. In alcuni ristoranti messicani popolati, i musicisti erranti entrano, suonano e si aspettano che i clienti paghino qualcosa, anche se questo è volontario. Nelle stazioni di rifornimento, gli operai di solito ottengono 2/5 pesos per ogni pieno di benzina. Negli stadi le persone danno una piccola mancia a colui che mostra il luogo dove devono sedersi. Le mance vengono date anche a fattorini, barbieri e alle persone che lavorano in servizi analoghi.

Shopping

Pesi e lunghezze sono misurate in kg e m come in Italia. Anche le taglie di scarpe e vestiti sono analoghi, adottando le misure “continentali”.

I commercianti possono essere pignoli sullo stato delle vostre banconote e possono controllare e respingere qualsiasi cosa abbia degli strappi. Cercate di tenerle in condizioni il più possibile intonse. Ciò accade più frequentemente più a sud si va. In ogni caso, si può facilmente entrare in una banca con banconote ragionevolmente danneggiate per averne in cambio di buone.

I commercianti sono spesso riluttanti a dare il resto nelle città più piccole. Cercate di evitare di pagare con tagli eccessivamente grandi; il miglior cliente è colui che ha la cifra esatta. Nelle zone rurali, il tuo “resto” può essere composto da caramelle o altri piccoli prodotti.

I commercianti, soprattutto quelli nei piccoli mercati (“tianguis”) e venditori ambulanti non sono estranei a mercanteggiare. Prova a chiedere “¿Es lo menos?” (“È questo il prezzo più piccolo?”), più rurale e meno turistica sarà la zona, molto più probabilmente avrete successo.

Arte indigena — Una qualunque visita in Messico darà la possibilità di acquistare oggetti d’artigianato fatti nel modo “antico”, che riflette le diverse etnie del Messico. Tra questi articoli si trovano prodotti tessili, sculture in legno, dipinti e maschere intagliate che vengono utilizzate in danze sacre e sepolture.

Multiproprietà — Nel visitare le località balneari in Messico (per esempio Cancún, Puerto Vallarta o simili), è più che comune essere contattati per le strade, nei bar, nei ristoranti e ovunque con le offerte di regali, noleggio auto gratuiti, pernottamenti gratuiti, cene gratis, tutto ciò che vi viene offerto gratuitamente, ha come obiettivo di farvi visitare un certo posto e l’ascolto di una presentazione finalizzata all’acquisto di una multiproprietà. A meno che non si sia così disperatamente alla ricerca di qualcosa da fare, si consiglia di ignorare e stare lontano da chi fa tali offerte.

Sebbene le proprietà siano molto belle, in ottime posizioni e con numerosi servizi, questo non è il posto per informarsi sulle comproprietà. Studiateci prima ancora di pensare di acquistare una multiproprietà, vedere quali sono i valori di mercato e capire i diritti che state comprando, nonché i costi futuri. Raccogliere delle libere offerte può essere difficile, se non impossibile.

Automobili — Vale sicuramente la pena di valutare l’importazione di una macchina locale, anche se l’importazione in linea agli standard UE/USA sarà difficile. Sono consigliate le Ford e le Chrysler. Le Volkswagen possono essere notevolmente meglio attrezzate delle omologhe europee o nordamericane.

A tavola: la cucina messicana

La cucina messicana può essere descritta meglio come un insieme di diverse cucine regionali, piuttosto che un elenco standard di piatti dell’intero Paese. A causa del clima, la geografia e le differenze etniche, possiamo classificare la cucina messicana sostanzialmente in 4 grandi categorie a seconda della regione:

Nord – la maggior parte dei piatti a base di carne è fatta principalmente con carne di capra. Questo include cabrito, carne asada (barbecue) e arrachera. È influenzata dalla cucina internazionale (per lo più di Stati Uniti d’America ed Europa), ma conserva il sapore essenziale messicano.
Centro – questa regione è influenzata dal resto del Paese, ma ha il suo sapore locale ben sviluppato in piatti come pozole, menudo e carnitas. I piatti sono per lo più a base di mais e con diverse spezie.
Sudest – è nota per le verdure piccanti e i piatti a base di pollo. Data la posizione ci sono influenze di cucina caraibica.
Costa – è composta pesantemente con frutti di mare e pesce, ma si possono pure facilmente trovare le ricette a base di mais.

Chiedete il “platillo tipico” della città, che è la specialità locale che non può essere trovata altrove, una variazione, o il luogo di nascita di una ricetta, ritengono anche che la maggior parte delle ricette cambiano da luogo a luogo, come il tamal, a sud sono realizzati con le foglie delle piante di banane, e nella regione di Huasteca i tamal sono molto grandi (chiamati “zacahuil”) e uno è sufficiente per un’intera famiglia.

Il tradizionale cibo messicano può risultare molto piccante per palati non avvezzi all’uso del peperoncino. Per salvaguardarsi non mancare di chiedere se il cibo servito ne contiene prima di assaggiarlo. La frase rituale è: “Esto tiene chili?” o “Es picante?”.

Ci sono molti chioschi di cibo per le strade delle città messicane e cittadine. I viaggiatori sono invitati a mangiare da questi carrelli con cautela, in quanto le pratiche di preparazione igieniche non sono sempre affidabili. In tal modo, si può trovare (come no) alcuni dei piatti più originali e sinceramente messicani che abbiate mai provato.

Da questi fornitori, si possono trovare tacos, hamburger, pane, mais di campo arrosto o elote servito con maionese o una crema leggera, e cosparsi di formaggio bianco fresco, patate dolci arrosto chiamate camote e quasi ogni tipo di cibo e servizio che ci si può immaginare.

Barbacoa – Carne cotta di pecora o capra con foglie di maguey (agave) in un forno realizzato mediante un buco nel terreno. Pensate ad un BBQ senza fumo o salsa barbecue a base ketchup. Servito con condimenti e salse in tortilla di mais e talvolta arrotolata in una piadina.

Carnitas – Carne fritta di maiale servita con una varietà di salse, per farla asciugare con meno grasso.

Chicharrón – Pelle di maiale affogata e fritta nell’olio. Molto croccante e se ben preparata leggermente grassa. Deliziosamente cosparsi con guacamole. Talvolta, cotto in una salsa di peperoncino dolce e servito con uova.

Chilaquiles – Patatine di tortilla con tomatillo verde o pomodoro rosso, o salsa di peperoncino dolce, di solito serviti con pollo o uova (sopra o all’interno). Di solito è un piatto delicato.

Chile en nogada – Un grande peperoncino verde poblano con manzo o maiale ripieno di mele, coperto con un po’ di salsa bianca (solitamente di noce, nota come nuez) e cosparso di semi di melograno, solitamente rossi. I tre colori rappresentano la bandiera nazionale e il piatto è servito a livello nazionale nei giorni adiacenti al giorno d’indipendenza messicana del 16 settembre.

Enchiladas – Morbide tortilla di pollo o carne farcite e coperte di salsa verde, rosso o mole. Alcune possono avere formaggio fuso all’interno e/o sulla parte superiore.

Gorditas – Piadina di mais ripiena di chicharron, pollo, formaggio, ecc. conditi con panna, formaggio e salsa calda.

Grillo – Cavalletta, solitamente cotta e posta all’interno di un altro piatto, come una quesadilla. Si trova spesso nei mercati nello Stato di Morelos e altri Stati centrali del Messico. Non è comune a Città del Messico.

Guacamole – Salsa di avocado schiacciato con peperoncino verde serrano, pomodoro rosso tritato e cipolla, succo di lime, sale e servito con fette di tortilla fritta un po’ spesse o “totopos” (patatine di mais).

Huaraches – La versione più grande (a forma di scarpa) di una gordita.

Huitlacoche – Un tipo di fungo che si trova nel mais. Questo piatto è di solito un’aggiunta per gli altri. Gli stranieri potrebbero trovarlo difficile da digerire, ma i messicani lo adorano. Nonostante ciò, la maggior parte non lo prepara a casa molto spesso. Si può trovare nella maggior parte dei mercati o negozi.

Migas – Un piatto tipico nel centro del paese, che è un brodo di guajillo (peperoncino) con pane bagnato, a cui è possibile aggiungere le ossa di maiale con carne o uova.

Mole – Salsa a base di leggero o medio peperoncino, con cacao e un pizzico di arachidi su carne, di solito servita con pollo o tacchino tagliuzzato. (Pollo en mole è noto come puebla o stile poblano). Ci sono molti mole regionali e alcuni sono di colore verde, giallo, nero e possono variare notevolmente in sapore a seconda del talento artistico o ingredienti coinvolti.

Pozole – Brodo di pollo o maiale con hominy mais, speziato quando servito con origano, lattuga, succo di limone, ravanello, cipolla tritata, peperoncini essiccati a terra e altri ingredienti come pollo, maiale, o anche frutti di mare, di solito servito con un contorno di tostada, patate fritte e taco con formaggi freschi. Molto fortificante.

Quesadillas – Formaggio o altri ingredienti grigliati racchiusi tra una tortilla di mais. Più pesante col formaggio e più leggero con altri elementi, come pollo, carne di maiale, fagioli, zucca fiore fiori e così via.

Sopa de Tortilla – Zuppa di tortilla di solito in brodo di pollo, da sola o con l’aroma di pomodoro, e generalmente non piccante e non è affatto calda. Comunemente servita con avocado tagliato a dadini e formaggio bianco fresco sbriciolato in cima.

Sopes – Piadina di mais sormontata da una grande varietà di ingredienti come pollo, formaggio, purea di fave, e varie salse calde.

Tacos – Morbide tortilla di mais ripiene di carne: asada (strisce di bistecca), pollo triturato, carnitas (maiale fritto tagliuzzato), lengua (lingua), cabeza (carne dal teschio di mucca), sesos (cervelli di mucca), tripa (budella di mucca) o pastor (chili di maiale manzo). A nord a volte vengono utilizzate tortilla di farina. Non aspettatevi ovunque il guscio croccante di taco.

Tamales – Guscio di pasta di mais con ripieni di carne o verdure. Tamales Dulces contengono frutta e/o noci.

Tortas – Accattivante panino messicano. Rullo di pane che viene leggermente grigliato, con lo stesso ripieno di carne dei tacos, lattuga, pomodori, jalapeños, fagioli, cipolla, maionese e avocado. Nelle aree urbane si comincia a trovare tortas con salumi in stile americano.

Tostadas – Tortilla fritte condite con fagioli fritti, insalata, panna, formaggi freschi, fette di pomodoro, cipolla, salsa calda, e pollo o altro ingrediente principale. È difficile trovare questo piatto in molte parti del Messico, come accade negli Stati Uniti d’America, anche se in alcune zone di villeggiatura stanno iniziando a metterli nel menù.

È possibile misurare la qualità del cibo per popolarità, non mangiare in luoghi solitari, anche se sono ristoranti o alberghi. Si consideri che i messicani mangiano il loro pasto principale a metà pomeriggio (intorno alle 15:00), con la prima colazione (almuerzo) a metà mattina dopo un qualcosa di molto leggero, come un piccolo piatto di frutta o un panino con caffè la mattina molto presto. Anche se molti messicani fanno grandi colazioni al mattino. Più tardi, durante la notte il pasto varia da molto leggero, come snack dolci o panini, caffè o cioccolata calda, a cena pesante, come pozole, tacos, tamales, ecc. Pianificando i pasti di conseguenza, e si avrà una migliore idea su quanto sia frequentato/apprezzato un ristorante.

Bevande messicane

L’acqua del rubinetto è potabile, ma in genere non è raccomandabile berla. Alcune persone (forse esagerate) sostengono che l’acqua del rubinetto non sia nemmeno buona per lavarsi i denti. Gli hotel di solito danno agli ospiti una bottiglia di acqua potabile grande per camera a notte. L’acqua in bottiglia è anche facilmente reperibile nei supermercati e nelle attrazioni turistiche.

  • Assenzio, è legale in Messico
  • Tequila, distillato da Agave (un tipo specifico di cactus)
  • Pulque, fermento a base di Maguey (un tipo di agave)
  • Mezcal, simile alla tequila ma è un distillato di Maguey
  • Tepache, a base di ananas
  • Tuba, fatta dalla palma da cocco

Ci sono anche molte birre messicane, alcune delle quali si trovano anche al di fuori del Messico, ad esempio: Dos Equis (XX), Modelo Especial, Negra Modelo, Pacifico, Tecate, Indio, Bohemia, Carta Blanca, Sol, Superior, Victoria, Montejo, León e la Corona che è sì popolare ma non in modo così schiacciante come si sarebbe portati a pensare.

In alcuni posti è possibile trovare la birra servita come bevanda chiamata michelada o semplicemente chelada. Il contenuto può variare a seconda del posto, ma solitamente è a base di birra mischiata con succo di lime (il limone è difficile da reperire in tutto il paese) e spezie su ghiaccio servita in un bicchiere intriso di sale nel bordo. Altra variante chiamata “Cubana” comprende il cocktail di Clamato, salsa di soia, sale e un po’ di salsa piccante.

Il Messico nordoccidentale, tra cui Bassa California e Sonora, produce anche vini e il vino messicano è spesso molto buono, ma per la maggior parte i messicani tendono a preferire le importazioni europee e cilene.

L’età legale per bere alcolici in Messico è 18 anni, ma non ci sono stretti controlli. In molti posti il consumo di alcool in pubblico è illegale e punibile con un giorno di prigione. Attenzione ai camerieri e barman, soprattutto a quelli di un locale notturno. Se non si sta attenti al proprio consumo e a quanto già speso, si rischia che venga aggiunto uno o due drink al proprio conto. Sono solo alcuni a farlo, non tutti.

Alcolometri sono ampiamente utilizzati nelle strade. Quando si è bevuto, è opportuno avere sempre un secondo guidatore di scorta che non l’abbia fatto. Guidare in stato di ebbrezza comporterà da 1 a 3 giorni di carcere.

Bevande non alcoliche:

  • Cioccolato
  • Atole
  • Horchata, bevanda a base di riso
  • Agua de Jamaica, ibisco tè freddo, simile a karkadè in Egitto
  • Licuados de fruta, frullati di frutta e frullati
  • Champurrado, bevanda al cioccolato spesso
  • Refrescos, bibite comuni, generalmente dolce e fatta con zucchero di canna, sciroppo di mais non come negli Stati Uniti d’America

Il Messico, in particolare lo Stato meridionale del Chiapas, produce un ottimo caffè. Café con leche, caffè mescolato a latte al vapore, è molto popolare. Purtroppo, molti posti in Messico che non sono caffetterie servono caffè istantaneo Nescafé o similari. La ricerca di un buon caffè potrebbe richiedere del tempo, ma prima o poi lo si trova.

Infrastrutture turistiche

È disponibile un certo numero di catene alberghiere in tutto il Messico, tra cui Palazzo Hotel, Le Blanc Spa Resort, Best Western, Holiday Inn, CityExpress, Fiesta Inn, Fairmont, Hilton, Ritz, Camino Real, Starwood (Sheraton, W, Westin, Four Points) e molte altre.

Le tariffe sono aumentate notevolmente negli ultimi anni, anche se per la maggior parte sono ancora ragionevoli rispetto ad analoghi alberghi negli Stati Uniti d’America o in Europa. Le catene alberghiere sono generalmente pulite e confortevoli; ottime per chi viaggia per affari, ma non necessariamente per chi vuole scoprire il vero Messico.

I piccoli alberghi e i motel lungo la strada potrebbero non essere sicuri o confortevoli. I boutique hotel si trovano in tutto il Paese con una varia gamma di prezzi, ma tutti sono ricchi di tradizioni, eleganza e fascino messicano, il modo migliore per vivere il patrimonio culturale di ciascuno Stato. Una grande fonte di informazioni è il libro di Melba Levick Mexicasa, presente in molte biblioteche e librerie online. Ci sono anche molti resort all-inclusive per chi visita le principali destinazioni balneari.

C’è una grande cultura di viaggio con zaino in spalla in Messico, e ci sono molti ostelli offrono alloggio in dormitorio e camere private. Ci si può aspettare di pagare tra i 50 e 150 pesos per una notte in un dormitorio, spesso anche la prima colazione. Gli ostelli sono un posto fantastico per condividere le informazioni con gli altri viaggiatori, e spesso è possibile trovare persone che sono state nelle vostre destinazioni future. Ci sono un certo numero di siti internet che permettono di prenotare ostelli in anticipo con una piccola commissione, e questo sta diventando una pratica sempre più comune.

Le sistemazioni più autentiche di solito possono essere trovate chiedendo ai locali o ai gringos, soprattutto nei centri minori. Se non siete sicuri circa la sicurezza o le condizioni della stanza chiedete di vederla prima di pagare. Non è un qualcosa che è percepito come maleducato.

Se avete intenzione di pernottare in zone più fresche in inverno valutate di portare con voi una coperta elettrica, in quanto negli alberghi più economici è presente la corrente, ma non il riscaldamento. E anche se fuori può diventare piuttosto caldo nel pomeriggio, mattoni e cemento sono come frigoriferi. Anche un bollitore elettrico è una buona idea, infatti l’acqua calda potrebbe non essere disponibile quando lo si desidera.

Se viaggiate con i bambini, utilizzate una custodia in plastica (con ruote e maniglia) come bagaglio, che può essere usata come una vasca da bagno per i bambini, se necessario. Gli alberghi a buon mercato raramente (se non mai) hanno vasche da bagno.

Citazioni sul Messico

È piuttosto comune incontrare persone che vivono a pochi chilometri dal Messico e che non sono mai stati in Messico. (Gael García Bernal)

Forse me la sto cavando meglio di quanto non creda, e forse un giorno il Messico mi parrà una seconda patria. (Nancy Hartwell)

In Messico senti la morte molto vicina. È così per la maggior parte degli esseri umani ma in Messico la morte può essere trovata in molte cose. C’è la Festa dei Morti, c’è la Tauromachia. Ed è questa la ragione per cui in Messico e in America Latina siamo così vivi. (Gael García Bernal)

Mexico e nuvole, la faccia triste dell’America. (Enzo Jannacci)

Non esistono messicani ricchi. Appena fanno un po’ di soldi, diventano spagnoli. (Lee Trevino)

Quando andrai a Città del Messico troverai che è una sorta di incrocio tra la moderna Madrid e la moderna Chicago, con aggiunte sue particolari; ma se andrai a Città del Messico tramite la storia la troverai distante come se fossi su un altro pianeta: abitata da barbari acculturati, sensibili e crudeli, altamente organizzati e ancora all’età del rame, una collezione di incredibili contrasti. (Gilbert Highet)

Salve!, valoroso popolo del Messico! Oh!, io invidio la tua costanza e la tua bravura nella liberazione del tuo bel paese dai mercenari del dispotismo! Accettate, coraggiosi nipoti di Colombo, dai vostri fratelli d’Italia, un saluto alla vostra libertà redenta! (Giuseppe Garibaldi)

Santo cielo! Se questo è il Messico, non mi piacerà! (Nancy Hartwell)

Se è questo il Messico, sono contenta di essere venuta, sono contenta di fermarmi. (Nancy Hartwell)

Fonte 1, fonte 2 e fonte 3.

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